Elasticità, chi è mai costei?

Giovedì, 8:55. Con i gomiti puntati sull’alto bancone e le mani a sorreggere il mento, aspetto che scocchino le 9:00 in punto, per essere autorizzata a formulare il mio quesito all’impiegato addetto all’ufficio.pi01

Nessun altro utente, oltre me, è presente. Ma in teoria neanche io lo sono: sono più o meno  un fantasma. L’impiegato è assolutamente inerte, non si sta occupando di niente, non sta interagendo con nessuno. Accomodato passivamente sulla sua sedia nera, lo sguardo nel vuoto davanti a sé, aspetta i minuti come si attende l’avverarsi di una profezia. Ed anche come se, ruotando il capo verso di me, presente ma neanche tanto in quella stanza, rischiasse la folgorazione.

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