Elasticità, chi è mai costei?

Giovedì, 8:55. Con i gomiti puntati sull’alto bancone e le mani a sorreggere il mento, aspetto che scocchino le 9:00 in punto, per essere autorizzata a formulare il mio quesito all’impiegato addetto all’ufficio.pi01

Nessun altro utente, oltre me, è presente. Ma in teoria neanche io lo sono: sono più o meno  un fantasma. L’impiegato è assolutamente inerte, non si sta occupando di niente, non sta interagendo con nessuno. Accomodato passivamente sulla sua sedia nera, lo sguardo nel vuoto davanti a sé, aspetta i minuti come si attende l’avverarsi di una profezia. Ed anche come se, ruotando il capo verso di me, presente ma neanche tanto in quella stanza, rischiasse la folgorazione.

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Inaspettatamente

Inaspettatamente, davanti ai miei occhi si estendono le larghe foglie delle zucchine, si disperdono con i loro giovanissimi rametti, al di sotto ed intorno a tronchi, altre piante, pietre e terrazzamenti…. Inaspettatamente perché non più di 10 ore fa sono stata qui, ad osservare le gocce d’acqua che, dai tubi, lentamente dissetano le mie piantine. E, sempre inaspettatamente, all’ombra di quel fogliame largo, esteso  e uniforme come un tappeto, ho scorto le prime zucchine: ebbene si, ancora inaspettatamente, perché semplicemente ieri sera non c’era nulla e oggi le trovo già lunghe quasi 10 cm…

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Ho apprezzato una ipotesi

E’ una mattinata piuttosto frenetica e non amo ricevere chiamate, perché la fretta potrebbe farmi dare risposte inesatte; è già accaduto, perciò adesso, quando non sono pienamente concentrata, semplicemente evito di rispondere. Ma questo cliente mi fa un po’ tenerezza, insieme abbiamo affrontato uno dei casi più insopportabili che passano tra le mani di chi come me si occupa di diritto di famiglia: minori contesi e affidi negati, intervento di servizi sociali ed altre schifezze.

Gli sono venuta incontro sotto vari profili, lavorando e ricevendolo ad orari assurdi, accettando pagamenti pressoché nulli, per una questione di principio, la mia questa volta, non del cliente. Lo avrei assistito anche completamente gratis.

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Crescita interiore. Vederla. Capirla.

Una delle cose che ho intuito ben presto, praticando Yoga è che il banco di prova di una pratica, di un esercizio, di un qualsiasi allenamento, è la vita quotidiana. Non è determinante lo stato di benessere che si prova dopo la pratica, ma il differente modo di sentire e di essere, come anche di essere percepiti, nella quotidianità.

Se dal tuo modo di parlare, di relazionarti con gli altri, se le sensazioni che provi svolgendo le tue consuete attività, ma, soprattutto, se di fronte alle situazioni che normalmente ti generano ansia, ti scopri ad avere un atteggiamento complessivo diverso, più disteso, meno contratto, più ben disposto all’ascolto, meno sulla difensiva, ecco, allora hai la conferma che quella pratica sta lavorando, che il tuo percorso di crescita personale sta germogliando e addirittura sta dando frutti.

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Le mie (insormontabili) prigioni

Chi mi conosce sa a memoria cosa io pensi del mio lavoro; chi non mi conosce non fatica ad USCITA DI EMERGENZAintuirlo: non ne ho mai fatto mistero con nessuno e mi capita sempre più spesso di ignorare volutamente le conseguenze del mio parlare sull’opinione altrui.

Così trascorro circa 11 mesi l’anno aspettando il periodo feriale, attraverso i più disparati countdown in termini di mesi, settimane, giorni…. ore…. E quando arriva mi affretto a comunicarlo (ehi, sono in ferie) a negarmi al telefono, staccare il cellulare del lavoro e ignorare le email. Il proposito è, Continua a leggere “Le mie (insormontabili) prigioni”

Sempre meno necessario

figli_contesiDa tempo non lo incontravo. Lo conobbi durante una brutta causa per affidamento di figli naturali, Tribunale per i minorenni. Bambini monitorati da servizi sociali, genitori che usano i figli come armi per le proprie rivendicazioni economiche, solita brutta, lurida, mercanzia. Ricordo il senso di sollievo che provai quando quel procedimento si chiuse: al padre venivano riconosciuti i suoi diritti di padre, fino a pochi mesi prima negati; ottenne l’affido condiviso della figlia, una grande, ormai insperata, conquista per lui. Continua a leggere “Sempre meno necessario”

Tutto il mondo è double face

Oggi è lunedi e sono già stanchissima. Alle 18.00 ho già staccato il telefono e vorrei andare a letto o sul divano a guardare un bel film. In parte dipende dal fine settimana piuttosto intenso, inclusa la mattinata del sabato trascorsa a lavorare e inviare atti alla cancelleria.

Oggi sono stata in Tribunale. Lo so, non è una novità, visto il mestiere che faccio.

La novità sta nel fatto che mi son ritrovata a fare da testimone in una udienza penale. E che non sono mai stata in udienza penale e non ho mai fatto il testimone prima d’ora.

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