Inaspettatamente

Inaspettatamente, davanti ai miei occhi si estendono le larghe foglie delle zucchine, si disperdono con i loro giovanissimi rametti, al di sotto ed intorno a tronchi, altre piante, pietre e terrazzamenti…. Inaspettatamente perché non più di 10 ore fa sono stata qui, ad osservare le gocce d’acqua che, dai tubi, lentamente dissetano le mie piantine. E, sempre inaspettatamente, all’ombra di quel fogliame largo, esteso  e uniforme come un tappeto, ho scorto le prime zucchine: ebbene si, ancora inaspettatamente, perché semplicemente ieri sera non c’era nulla e oggi le trovo già lunghe quasi 10 cm…

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Crescita interiore. Vederla. Capirla.

Una delle cose che ho intuito ben presto, praticando Yoga è che il banco di prova di una pratica, di un esercizio, di un qualsiasi allenamento, è la vita quotidiana. Non è determinante lo stato di benessere che si prova dopo la pratica, ma il differente modo di sentire e di essere, come anche di essere percepiti, nella quotidianità.

Se dal tuo modo di parlare, di relazionarti con gli altri, se le sensazioni che provi svolgendo le tue consuete attività, ma, soprattutto, se di fronte alle situazioni che normalmente ti generano ansia, ti scopri ad avere un atteggiamento complessivo diverso, più disteso, meno contratto, più ben disposto all’ascolto, meno sulla difensiva, ecco, allora hai la conferma che quella pratica sta lavorando, che il tuo percorso di crescita personale sta germogliando e addirittura sta dando frutti.

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Della mente e dei suoi spazi

E poi niente. Inizi a visualizzare la tua mente come una scatola di legno e i tuoi pensieri come oggetti metallici. E sferici. Ingombranti, impossibili da incastrare in maniera armonica tra loro, e capaci di riempire quella scatola così velocemente, da lasciare ineluttabilmente fuori tante altre idee, pensieri, impegni e promemoria.

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Le mie (insormontabili) prigioni

Chi mi conosce sa a memoria cosa io pensi del mio lavoro; chi non mi conosce non fatica ad USCITA DI EMERGENZAintuirlo: non ne ho mai fatto mistero con nessuno e mi capita sempre più spesso di ignorare volutamente le conseguenze del mio parlare sull’opinione altrui.

Così trascorro circa 11 mesi l’anno aspettando il periodo feriale, attraverso i più disparati countdown in termini di mesi, settimane, giorni…. ore…. E quando arriva mi affretto a comunicarlo (ehi, sono in ferie) a negarmi al telefono, staccare il cellulare del lavoro e ignorare le email. Il proposito è, Continua a leggere “Le mie (insormontabili) prigioni”

La parte oscura. O forse no.

Sollevo il piattino con la tazzina del caffè e il cucchiaino che vi sostava scivola via, avvitandosi in una breve piroetta, finché non tintinna nell’incontro col suolo. Il breve trillo e le poche gocce scomposte di caffè che si lasciano dipingere sul pavimento, mi riportano alla realtà, allontanando, dopo molti minuti, il mostro che ancora una volta ha preso possesso della mia mente. Continua a leggere “La parte oscura. O forse no.”

Quelle invisibili linee di confine (parte prima)

Oggi mi sono impigliata in una riflessione sulle linee di confine. Sui limiti che separano condizioni idealmente diverse, addirittura opposte.  Che dovrebbero separare. Queste linee  hanno il preciso scopo di arginare un concetto, uno stato d’animo, una situazione, e agire quali campanelli di allarme quando vengono travalicate, riportando l’attenzione sul fatto che No, quella è un’altra cosa.

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