Di ricordi e ritorni

Mi accade di ripensare a momenti del passato e sorprendermi nel constatare la differente percezione tra la quantità del tempo trascorso e la nitidezza del ricordo, che lo rende vicino e ancora palpabile.

barefootTalvolta penso che, forse, occorrerebbe lasciar fare alla memoria ed alla sua capacità di velare fatti, storie e volti. Mi capitava anche da adolescente di pensare che, ad esempio, la fotografia fosse una sfida alla natura: alla natura della mente umana e alla sua capacità di guarigione. Pensavo che il fatto che la memoria allontanasse i ricordi fosse un grande dono, che pian piano sommerge le storie e le vite, lasciandone affiorare ed emergere soltanto quel poco o tanto che il cuore umano sia in grado di reggere.

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Doni o condanne?

Nascere, incarnarsi in questa vita umana è davvero un privilegio, di cui essere grati?

Ciò che sto per scrivere non è bello, né poetico, né romantico. Non è un inno alla vita, forse. Ma è un coacervo di domande che in questo momento devo lasciare sgorgare dal mio cuore.

A pensarci bene, ma bene bene, non riesco a vedere quel privilegio: nascere è una profondissima sofferenza, forse l’inizio di una profonda, prolungata e ripetuta sofferenza.

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Meriggiare pallido e assorto. Ovvero, di un caldo pomeriggio di luglio.

 

Siamo al 4 luglio e pare che faccia caldo. Secondo qualcuno, persino molto caldo. No, io non ne sono sicura: il mio raffreddore perpetuo falsa le mie sensazioni epidermiche. L’umidità certo la sento. Sento il disagio che porta con sé, rendendo inospitale ogni luogo, scomoda qualsiasi seduta, disturbato ogni sonno. Ma anche ciò mi consta più dall’esperienza che non da una mia percezione concreta. So che, quando c’è elevata umidità, ogni sonno è disturbato, qualsiasi seduta è scomoda,ogni luogo è inospitale e il disagio impera. citysun1

Però, seduta al tavolo di questa trattoria, anche io realizzo che siamo al 4 luglio. Non tira un filo di vento, noto un condizionatore, dal quale escludo esca qualcosa, e anche la mia pelle finalmente si imperla di sudore. Il solito menu, lo stesso da sempre. C’è un’aria decadente oggi, noto una leggerissima trascuratezza, negli arredi, alle pareti, nella stessa aria che vi si respira; non emerge, ma c’è. Continua a leggere “Meriggiare pallido e assorto. Ovvero, di un caldo pomeriggio di luglio.”

Scorcio di (una parte del mio) mondo

Un gruppetto di ragazzini gioca tra gli scivoli dello skatepark. Alcuni indossano ancora la divisa skatelaw2bndella scuola, altri no. Un turista si ferma divertito e scatta alcune foto; in effetti, guardandoli bene, penso che siano dei bei soggetti per un scatto. Quasi me lo prefiguro, uno scatto in bianco e nero di quelli bellissimi, che riescono a mettere in risalto la luce e l’immensità che soltanto gli sguardi dei bambini possiedono, che li immortalerà durante uno dei loro salti gioiosi, e restituirà il movimento di quei ricci biondissimi che si sollevano ribelli e baldanzosi. Continua a leggere “Scorcio di (una parte del mio) mondo”

Nessuna magia.

E poi arriva il momento in cui vorresti vedere la magia all’opera, vorresti credere e sapere che funzioni, vorresti che le preghiere venissero istantaneamente esaudite, senza che nessuno venga a spiegarti gli astrusi meccanismi della sofferenza che purga, di un disegno imperscrutabile, di una finalità recondita…. Vorresti solo premere un interruttore e bloccare il decadimento improvviso ed inesorabile, portare drasticamente indietro le lancette dell’orologio della vita, di più: dare il reset. Ci sono cose che allo stato attuale delle conoscenze sembra inconcepibile non poter attuare. Certo, è frutto della mentalità on demand cui ormai è improntata l’intera nostra esistenza, al … Continua a leggere Nessuna magia.

Chiuse nel cuore

Respiro le mie sensazioni e lascio che questo dolcissimo vento di fine maggio le lasci ondeggiare, così come fa danzare la tenda della finestra.

Mi tengo stretta questa leggera malinconia fatta di impressioni e parole e situazioni che odorano, al contempo, di fresco e di stantìo. Ne cerco affannosamente il senso, come un vocabolo dentro un gigantesco dizionario, ma poi rinuncio: non sono sicura di voler sapere, di voler trovare una spiegazione, di voler dare un nome e una definizione a quella sensazione.

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Soffocati sussurri di vita

 

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Stamattina ho bisogno di guardare il cielo, col suo azzurro intenso e lontanissimo, mentre batuffoli spumeggianti lo attraversano velocemente, incalzati dal vento operoso di primavera.

Stamattina ho bisogno di far scorrere le mie dita sulla pelle rugosa e muschiata del grande gelso, affondarle nei solchi che percorrono il tronco massiccio e incontrare i piccoli operai della natura.

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