Se il cambiamento semplicemente accade. Se il cambiamento semplicemente si crea.

Osservo il cambiamento dell’ambiente naturale intorno a me e mi accorgo che è arrivata la primavera; il paesaggio si tinge di colori pastello, superando il grigiore degli ultimi mesi. Anche se non avevo notato l’incedere della nuova stagione, oggi ciò che osservo me lo ricorda.

La vita è un flusso, nulla è uguale a com’era un attimo prima. Nulla è uguale a come sarà un attimo dopo. Tutto fluisce come l’acqua di un ruscello. E, come quella, talvolta il flusso è placido e silenzioso, in altri punti può diventare brusco ed impetuoso.

Si parla tanto di cambiamento.

C’è chi lo teme, si spaventa al solo pensiero che anche uno solo dei pilastri della propria vita possa venir meno o trasformarsi. Non è preparato al mutamento del proprio equilibrio, anche quando la situazione in cui vive non lo rende del tutto felice. Ma preferisce quell’equilibrio imperfetto all’ipotesi del nuovo.

C’è chi il cambiamento lo brama, lo invoca e lo implora. Chi vive con disagio, se non addirittura con sofferenza, la propria condizione e spera e prega che qualcosa cambi. E attende.

Talvolta però l’attesa si fa lunga e stagnante, e la sofferenza diviene un penoso stillicidio di secondi tutti uguali e lentissimi, che amplificano il dolore, rendendolo assordante. L’anima si ribella e forza il corpo al movimento, alla ricerca di un cambiamento qualunque esso sia.

Tante volte, forse la maggior parte, né l’uno né l’altro. Il cambiamento accade senza che se ne abbia percezione. Ti accorgerai del suo flusso incessante soltanto dopo. Tutto ti appare così statico ed immutabile, ma poi ti volti indietro e scopri un paesaggio diverso da quello che hai davanti. Fai la conta dei danni, di ciò che hai perso, delle persone che sono andate via, di ciò che non avevi ancora, di ciò che eri, di come eri. E le differenze sono tante.

Mi sono trovata a gestire per molti mesi tante piccole difficoltà pratiche, attivandomi per risolverle volta per volta, cercando di fronteggiarle come se fossero singoli birilli caduti, da rialzare uno alla volta. Improvvisamente ho l’intuizione: non erano singoli birilli, ma altri aspetti di quella medesima onda, sollevatasi molti mesi prima, che ha totalmente stravolto i miei assetti. Quell’onda, molto più lunga ed alta di quanto mi era parsa inizialmente, deve ancora terminare il suo incedere. E quando accadrà ce ne sarà ancora un’altra dietro, forse più lunga, forse più piccola, o seguirà la bonaccia.

LettingGo2 (2)Non possiamo opporre resistenza ad un’onda, non possiamo tentare di fermarla, senza farci male. È possibile solo lasciarsi trasportare da quel flusso casuale e imprevedibile, che ti solleva sulla cresta e poi ti spinge verso il fondo o forse ti sbatterà contro uno scoglio. O magari, chissà, ti adagerà con inattesa dolcezza su una riva sabbiosa.

Come quell’onda, il cambiamento fluisce silenzioso o irrompe rumorosamente nella vita, come quell’onda non puoi prevederne la portata, non puoi fermarlo né puoi opporti.

Perché semplicemente accade.

A volte, invece, vorresti provocarlo, generarlo, un cambiamento, vorresti osare, lanciarti verso l’ignoto,  imprimere una svolta decisiva alla tua esistenza,  abbandonare quel penoso ristagno in cui ti senti impantanato; osservi con cupa stanchezza come la placidità del quotidiano si sia intanto trasformata in una bonaccia in cui poter soltanto sopravvivere, quello che vivevi come un porto sicuro si è riempito di insidie, ma non lo si è mai lasciato, per il  timore che fuori da lì si trovasse un destino ancora più periglioso.

Una volta maturata o anche soltanto appena percepita quella consapevolezza, il cambiamento diventa una urgenza insopprimibile. E quel richiamo, da sottile sussurro è diventato un urlo assordante, che va ascoltato e, con la stessa energia, assecondato.

A quel punto, non c’è più spazio per le valutazioni, per il bilancio di pro e contro, per la riflessione sui numerosi “e se…?” . La mente diventa un ostacolo, i conti non torneranno mai e il primo tentennamento diventerà immediatamente una pesante catena.

In quel momento solo l’azione diventa liberatoria, solo essa può dare il cambiamento, se è davvero questo ciò che si stava cercando.

Ma non potrà trattarsi di un agire distruttivo, oppositivo.

Ancora una volta bisognerà fluire e lasciare andare, rinunciare all’illusione di avere il controllo su ogni aspetto della vita e schiudersi a quell’universo di possibilità.

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4 risposte a Se il cambiamento semplicemente accade. Se il cambiamento semplicemente si crea.

  1. newwhitebear ha detto:

    i cambiamenti ci sono sia che siamo noi a provocarli sia che sono gli altri. Opporsi? Significa solo stare male e non riuscire a fermare quello che si sta muovendo, Tutto scorre e tutto fugge. Ogni istante non è mai uguale al precedente né lo sarà con quello successivo

  2. Pingback: Il Cambiamento parte seconda. Una questione di vibrazioni | APPUNTI AL SOLE

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