Elasticità, chi è mai costei?

Giovedì, 8:55. Con i gomiti puntati sull’alto bancone e le mani a sorreggere il mento, aspetto che scocchino le 9:00 in punto, per essere autorizzata a formulare il mio quesito all’impiegato addetto all’ufficio.pi01

Nessun altro utente, oltre me, è presente. Ma in teoria neanche io lo sono: sono più o meno  un fantasma. L’impiegato è assolutamente inerte, non si sta occupando di niente, non sta interagendo con nessuno. Accomodato passivamente sulla sua sedia nera, lo sguardo nel vuoto davanti a sé, aspetta i minuti come si attende l’avverarsi di una profezia. Ed anche come se, ruotando il capo verso di me, presente ma neanche tanto in quella stanza, rischiasse la folgorazione.

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Meriggiare pallido e assorto. Ovvero, di un caldo pomeriggio di luglio.

 

Siamo al 4 luglio e pare che faccia caldo. Secondo qualcuno, persino molto caldo. No, io non ne sono sicura: il mio raffreddore perpetuo falsa le mie sensazioni epidermiche. L’umidità certo la sento. Sento il disagio che porta con sé, rendendo inospitale ogni luogo, scomoda qualsiasi seduta, disturbato ogni sonno. Ma anche ciò mi consta più dall’esperienza che non da una mia percezione concreta. So che, quando c’è elevata umidità, ogni sonno è disturbato, qualsiasi seduta è scomoda,ogni luogo è inospitale e il disagio impera. citysun1

Però, seduta al tavolo di questa trattoria, anche io realizzo che siamo al 4 luglio. Non tira un filo di vento, noto un condizionatore, dal quale escludo esca qualcosa, e anche la mia pelle finalmente si imperla di sudore. Il solito menu, lo stesso da sempre. C’è un’aria decadente oggi, noto una leggerissima trascuratezza, negli arredi, alle pareti, nella stessa aria che vi si respira; non emerge, ma c’è. Continua a leggere “Meriggiare pallido e assorto. Ovvero, di un caldo pomeriggio di luglio.”

Inaspettatamente

Inaspettatamente, davanti ai miei occhi si estendono le larghe foglie delle zucchine, si disperdono con i loro giovanissimi rametti, al di sotto ed intorno a tronchi, altre piante, pietre e terrazzamenti…. Inaspettatamente perché non più di 10 ore fa sono stata qui, ad osservare le gocce d’acqua che, dai tubi, lentamente dissetano le mie piantine. E, sempre inaspettatamente, all’ombra di quel fogliame largo, esteso  e uniforme come un tappeto, ho scorto le prime zucchine: ebbene si, ancora inaspettatamente, perché semplicemente ieri sera non c’era nulla e oggi le trovo già lunghe quasi 10 cm…

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