Di declini e risvegli.

Distesa su un muretto di pietra e residui di erba tagliata, osservo il sole filtrato dai rami, in una delle prime giornate di questa primavera. Non mi disturbano le tante protuberanze del muretto, solitamente insopportabili, né i rametti a tratti spinosi. Mi godo questo sole che sembra già maturo, mentre la mia mente vaga, presa in un non insolito conflitto tra l’essere e il dover essere, tra il voler fare e il dover fare, con un timer nel fondo della coscienza pronto a ricordarmi che il riposo sta per terminare e sarà meglio darsi una mossa.

Continuo ad avvertire questa sensazione di nebbia della volontà.

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