La parte oscura. O forse no.

Sollevo il piattino con la tazzina del caffè e il cucchiaino che vi sostava scivola via, avvitandosi in una breve piroetta, finché non tintinna nell’incontro col suolo. Il breve trillo e le poche gocce scomposte di caffè che si lasciano dipingere sul pavimento, mi riportano alla realtà, allontanando, dopo molti minuti, il mostro che ancora una volta ha preso possesso della mia mente. Continua a leggere “La parte oscura. O forse no.”

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Quelle invisibili linee di confine (parte prima)

Oggi mi sono impigliata in una riflessione sulle linee di confine. Sui limiti che separano condizioni idealmente diverse, addirittura opposte.  Che dovrebbero separare. Queste linee  hanno il preciso scopo di arginare un concetto, uno stato d’animo, una situazione, e agire quali campanelli di allarme quando vengono travalicate, riportando l’attenzione sul fatto che No, quella è un’altra cosa.

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Inizio sui generis

Auguri, brindisi, bilanci consuntivi e di previsione, liste di buoni propositi o di propositi tout court.

Ho osservato tutto questo dall’esterno, come se mi trovassi dietro i vetri della finestra di new_yearuna casa, scrutando ciò che avveniva all’interno; come se osservassi gli abitanti danzare e festeggiare,  baciarsi sotto il vischio e far tintinnare i bicchieri sopra un brusio di messaggi amorevoli. Con della musica in sottofondo, che fuorusciva attutita, come soffocata da un cuscino. Con le luci a led che percorrevano il profilo della porta d’ingresso e delle finestre, del cancello come degli alberi sul selciato.

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