Tempo sospeso

Di punto in bianco, dopo un periodo continuativo di mesi trascorsi senza prendere fiato, scapicollandomi da un impegno all’altro casa-famiglia-tribunale-casa-pranzo-studio-compiti-commissioni, secondo una routine, almeno lei, ben rodata, ecco il crollo.

Il bisogno di sospendere tutto, allo stesso modo in cui metti in pausa un film per andare a bere un bicchiere di acqua freschissima.

Il bisogno di fermarsi, come ci si ferma sfiancati da una corsa per la quale non si era allenati, col dolore al fianco e il fiato grosso.

Il bisogno di non parlare, di non spiegare e di non voler sapere, perché la gola è riarsa dei troppi discorsi più o meno importanti e delle troppe spiegazioni più o meno convincenti.

Il bisogno di guardare ad altro, cercando una luce bassa e soffusa, per riposare gli occhi dopo uno spettacolo di luci stroboscopiche e di immagini abbacinanti.

Il bisogno di nutrire lo spirito con la bellezza, il coraggio con dei cambiamenti, l’energia con una passeggiata lentissima.

Il vento sferza i rami. Forse l’autunno sta per arrivare. Questa volta davvero. Ed è dolce cercare il calore, il buio ed il silenzio.

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4 pensieri su “Tempo sospeso

  1. Si, lo sono. E il mio stato psico-fisico né è la più desolante dimostrazione.
    Sono a corto di forze e di pazienza. La professione svilisce ed avvilisce: per questo a volte devi necessariamente troncare, che si possa o no. Tanto, se insisti, fingendo di non sentire l’esaurimento dell’energia, rischi solo di far danno. 🙂

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