Delle commedie e delle tragedie. E si va in scena.

Sempre quella. Quella causa tutta storta…. Sta giungendo a conclusione, finalmente, nel bene, ma soprattutto nel male. Iniziata con la reticenza del cliente, che mi ha taciuto fatti decisivi; proseguita con la necessità di rimediare ai danni che quel silenzio ha provocato, con prove testimoniali che definire surreali è poco; con un Giudice che starebbe benissimo nel ruolo di Pulcinella su qualche palcoscenico di infima categoria e con lui: l’avvocato di controparte, uno stronzo come pochi; un inusuale concentrato di maleducazione, arroganza, grettezza, vanagloria e tronfiaggine  (si può dire? non lo so, ma rende l’idea).

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Perché può esser bello far rivivere il passato.

Ci sono cose che vanno fatte, per il solo fatto di averle pensate. E’ un obbligo verso sé stessi e la propria coscienza. Ma è anche un dono per chi, da quelle cose potrebbe trarre un arricchimento o semplicemente una esperienza piacevole.

Una mattina, sull’onda dell’emotività che solo la vena intimista dell’autunno sa dare, mi sono svegliata con quella che ho ritenuto un’idea fantastica. Coinvolgere sorelle, cugini e rispettiva prole ed organizzare un pranzo. Continua a leggere “Perché può esser bello far rivivere il passato.”

Un tempo nel tempo.

Percorro una stradina sterrata con le mani in tasca sotto il pallido sole di fine febbraio: mi vedo così riascoltando una canzone; mi vedo in molti altri modi, anche. Mi rivedo in una vecchia mansarda di mia zia, rifugio dei miei 17 anni; rivedo tutto ciò che mi piaceva allora, la mia visione della vita, che era positiva e proiettata nel futuro; rivedo le passeggiate con il fidanzato, le strade sterrate nei colori di tutte le stagioni, i paesini del circondario e i borghi mai visti, in cui trascorrevamo i pomeriggi.

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Rapporti recisi e contratti risolti.

Un divorzio. Uno dei tanti.

Col passare del tempo il pathos non c’è più.

Le prime volte, cioè nei primi divorzi (o separazioni) che seguivo, mi immedesimavo totalmente nella condizione delle persone, di coloro che stavano vivendo il fallimento di un progetto comune, a volte dopo tantissimi anni insieme; avvertivo quel sentimento devastato, offeso o raffreddato; le paure che il cliente provava per sé, per i figli; o il bisogno quasi fisico di vendetta, di riscatto.

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