Le Palme

Il Crocifisso scolpito nell'ulivo (Cappella del Palazzo ruggeriano di Altofonte)

Il Crocifisso scolpito nell’ulivo

Ho sonno.

Il pomeriggio della domenica che nel mio immaginario è occasione di distrazione, attenzioni alla famiglia, qualche uscita fuori porta, lunghe telefonate; e magari anche sistemazione in casa di quelle cose che si rinviano continuamente e per le quali non c’è mai tempo…

Ecco, quel tipo di domenica pomeriggio mi è, in pratica, sfumato.

Ci sarà stato più di un centinaio di persone nella cappella normanna; tutti a sventolare incautamente mazzi di fogliame della natura più disparata; noto spettinati rami di ulivo, palme verdi di cycas, vere e proprie piante di rosmarino, cespugli di alloro e, finalmente, anche le palme chiare, artisticamente intrecciate e infiocchettate. Nell’attesa che inizi la funzione della benedizione delle palme, due donne sono impegnate a confrontare la fragranza dei rispettivi rami di alloro, le cui foglie profumano poco o solo se energicamente sfregate.

Non riesco ad entrare in sintonia con la moltitudine presente, rifuggo gli sguardi e spero che la funzione inizi presto affinché nessuno mi intercetti con saluti o discorsi che non reggerei.

Intanto preferisco contemplare il fantastico crocifisso che mi sta di fronte, modellato su un albero di ulivo,  di cui conserva nodi e asperità sui punti più nascosti.

Inizia la funzione e non appena il parroco attraversa la piccola navata centrale con l’aspersorio, reprimo a fatica l’impulso di farmi largo a gomitate tra la gente, gridando “a me! a me!” per catturare tutta l’acqua benedetta che c’è nell’aria.

Solo in quel momento realizzo che, si, in effetti oggi mi sento negativa, e vorrei soltanto dormire. In un eremo, possibilmente. E che, in mancanza dell’eremo, necessito di una cospicua quantità del benefico liquido, che mi riporti in pace con me stessa. E magari anche con gli altri.

Mentre mi incammino verso la chiesa madre, al seguito della piccola processione con le palme al vento (ed anche, secondo me, al freddo) mi rendo conto dell’enorme crollo di energia ed entusiasmo che ho subito in pochi giorni.

Eh no…. così non va bene!  Mi ripeto.

Ma ripetermelo non basta. E  così, nella stessa maniera apatica e insulsa, mi è scivolata l’intera domenica, una giornata che avrei potuto e dovuto rendere più interessante e che, invece, mi è scorsa sul divano.

Non mi resta che confidare nel lunedi…..

 

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